FAQ: eredità2018-12-14T11:54:40+02:00

FAQ: Eredità

Ecco le domande che ci fate più spesso

Vediamo quali sono le risposte alle domande più ricorrenti:

Mio padre ha lasciato tutto a mio fratello! Cosa posso fare?2018-12-17T09:57:30+02:00

Con il testamento un genitore non può lasciare tutto ad un figlio a discapito dell’altro. Ci sono, infatti, dei parenti, cosiddetti “legittimari”, che non possono essere esclusi, con il testamento, dall’eredità. Tra questi vi sono i figli, tutti i figli. Se una persona dispone con il testamento che tutti i propri beni vadano ad un unico figlio, l’altro figlio o gli altri figli avranno il diritto di rivendicare la loro quota di eredità. Nel tuo caso, sarebbe meglio che riuscissi a convincere in via bonaria tuo fratello, che ha ricevuto tutta l’eredità, a concederti la tua parte; è più semplice e veloce trovare un accordo che fare causa. Tuttavia, se accordarti con tuo fratello fosse impossibile, non ti resterà che rivolgerti al Tribunale facendo valere la lesione subita, ma devi sapere che nel frattempo, e per tutta la durata della causa, il testamento sarà pienamente valido ed efficace così com’è, quindi tuo fratello potrà disporre a suo piacimento di tutta l’eredità.
Tieni in mente che la situazione potrebbe essere diversa se tu padre, durante la propria vita, avesse già fatto in tuo favore delle donazioni che hanno sfavorito tuo fratello. In tal caso potresti non avere diritto ad alcuna quota ereditaria.

Eredito anche con la separazione o il divorzio2018-12-17T09:56:30+02:00

Essere separati significa essere ancora marito e moglie perché è solo con il divorzio che cessa il rapporto di coniugio che è il presupposto per godere dei diritti successori nei confronti del coniuge.
Nel periodo di separazione, quindi, si è eredi l’uno dell’altro.
Vi è solo un’eccezione a questa regola, che si verifica quando il coniuge superstite, che dovrebbe ereditare, ha subito il cosiddetto addebito della separazione, il che significa che il Tribunale ha accertato e dichiarato che è stato lui la causa della fine del matrimonio. In tal caso egli non avrà diritto alla successione dell’altro.
Dopo il divorzio non si è più eredi l’uno dell’altro, ma il coniuge a cui è stato eventualmente riconosciuto un assegno di divorzio a carico dell’altro, nel caso di morte di quest’ultimo potrà chiedere ai suoi eredi di riconoscergli un assegno a carico dell’eredità.

Il mio convivente avrà diritto all’eredità e al TFR quando sarò morto?2018-12-17T09:55:58+02:00

I conviventi non hanno alcun diritto successorio l’uno nei confronti dell’altro, né alcun diritto ad una quota del TFR. E’ però possibile, facendo testamento, che una parte delle proprie sostanze vada in favore del convivente.

Come posso proteggere l’azienda di famiglia dopo la mia morte?2018-12-17T09:54:58+02:00

Molte imprese familiari sono costrette a cessare la loro attività per problemi legati alla successione in azienda: ciò avviene a causa della mancata preparazione a tale evento. Con la costituzione di un Trust è possibile programmare il passaggio generazionale nell’azienda ed assicurare continuità di gestione. Tale istituto può rivelarsi utile in vari casi, come, ad esempio quando hai già individuato un possibile successore nella gestione dell’azienda per quando non ci sarai più, ma bisogna definire le condizioni, le modalità ed i tempi del passaggio dell’azienda, od ancora quando colui che vorresti che succeda nella sua gestione è ancora minore di età, oppure ci sono più persone che succederanno ed hai il timore che se non dovessero andare d’accordo ostacolerebbero o paralizzerebbero l’andamento dell’azienda.

Come posso dare continuità alla mia azienda evitando che sia divisa in tante parti?2018-12-17T09:54:30+02:00

Tra gli strumenti giuridici offerti dal nostro ordinamento per dare continuità alle imprese a carattere famigliare, vi è il “patto di famiglia”, un contratto che dà ad un imprenditore la possibilità di gestire il passaggio generazionale della propria impresa finchè è in vita, senza che, nel momento fatidico, possano esservi contestazioni in sede di eredità.
Se hai un figlio che sai già non sarà in grado di portare avanti la tua impresa con capacità e serietà, e vorresti che fosse l’altro figlio a prenderne le redini quando non ci sarai più, questo strumento ti permette di trasferire a quest’ultimo sin d’ora l’azienda o le quote di partecipazione al capitale della società di famiglia, senza che alla tua morte insorgano guerre fratricide tra i tuoi figli.
Il contratto, che dovrà essere fatto da un notaio, richiede la partecipazione di tutti i soggetti che sarebbero eredi se, al momento della sua sottoscrizione, dovesse già aprirsi la tua successione. Ad esempio, se sei sposato, sarà necessaria la partecipazione del coniuge. Il figlio a cui intendi trasferire l’azienda di famiglia o la quota societaria dovrà liquidare gli altri partecipanti il valore corrispondente alle quote loro spettanti se dovessero succedere nella tua eredità, ma è anche possibile che rinuncino a tale diritto.
Si tratta di un’operazione sicuramente complessa, che coinvolge competenze giuridiche, fiscali e tributarie, e che comporta il coinvolgimento di più professionisti, ma che potrebbe aiutarti concretamente a garantire quella continuità e quella serietà che auspichi per l’impresa di famiglia che hai creato con tanta fatica.

Ereditare è sempre vantaggioso? …si ereditano anche i debiti?2018-12-17T09:53:37+02:00

Proprio così, si ereditano anche i debiti. Attenzione, quindi ad accettare ad occhi chiusi un’eredità, o a compiere direttamente atti di disposizione dei beni del defunto finchè non si è abbastanza certi che non abbia lasciato più debiti che altro, ad esempio per prestiti personali o nei confronti dell’erario. Per questi debiti, infatti, gli eredi rispondono in base alla quota ereditaria non solo con quanto ricevono dall’eredità, ma anche con il loro patrimonio personale. Se hai il sospetto che il tuo caro abbia lasciato alcuni debiti, ma hai bisogno di tempo per fare accertarlo, ed intanto devi compiere alcuni atti di disposizione dei beni ricevuti in eredità (ad esempio la casetta ereditata deve essere venduta perché c’è già chi è interessato al suo acquisto), valuta di accettare l’eredità con il cosiddetto beneficio d’inventario e ricorda che la famosa “denuncia di successione” è un mero adempimento a fini fiscali che non comporta alcuna accettazione.

Quando è opportuno chiedere la divisione della comunione ereditaria?2018-12-17T09:52:51+02:00

Non sei obbligato a restare in comunione ereditaria, e puoi chiedere in ogni momento lo scioglimento. L’importante è che cerchi di farlo trovando un accordo con gli altri eredi. Rivolgersi al Tribunale per ottenere la divisione dei beni ereditari vuol dire, infatti, dover affrontare un procedimento molto lungo e dispendioso.
Se, ad esempio, hai ricevuto in eredità una casa insieme ai tuoi fratelli, ma il tuo diritto risulta limitato nel suo esercizio da quello degli altri, Avvocato Personale ti consiglierebbe di proporre agli altri la divisione del bene mediante un accordo. Valuterebbe, innanzitutto, se l’immobile possa essere materialmente diviso in tante parte quanti sono gli eredi. Se ciò non fosse possibile, valuterebbe l’eventuale interesse tuo o di uno dei tuoi fratelli a tenersi la casa e a liquidare gli altri. Se, infine, non si riuscisse a trovare un accordo sull’assegnazione, allora vi consiglierebbe di mettetela in vendita tramite agenzia immobiliare per poi suddividere il ricavato tra di voi. Se non vi fosse accordo nemmeno su questo perché uno di voi non vuole venderla, allora non rimarrà altra strada che quella del Giudice, ma prima dovrebbe promuovere la cosiddetta mediazione obbligatoria, e cioè l’ultimo tentativo di farvi raggiungere un accordo prima di bussare alle porte del Tribunale.

Cosa fare quando il testamento non è equo?2018-12-17T09:52:06+02:00

Intanto tieni a mente che un testamento imparziale rimane valido ed efficace finchè non decidi di opporti ad esso in Tribunale. Se, dunque, tuo padre ha lasciato tutto a tuo fratello, per avere la tua parte dovrai andare dal Giudice. Avvocato Personale valuterebbe innanzitutto se è vero che il testamento è stato fatto a tuo discapito (magari tuo padre, finchè era in vita, ti ha lasciato una casa, e nel testamento lascia l’unico immobile a tuo fratello: in tal caso potrebbe aver pareggiato le vostre situazioni). Inviterebbe, poi, tuo fratello a darti ciò che ti spetta in via amichevole, in modo da evitarti una causa giudiziaria che sarebbe lunga e costosa.

Come posso far ereditare la mia casa al mio compagno gay?2018-12-17T09:51:25+02:00

L’unica cosa che puoi fare è chiedergli di sposarti! O meglio, di contrarre un’unione civile. Finchè rimanete meri conviventi, lui non eredita da te e tu non erediti da lui. Se, invece, decidete di convolare a nozze, l’uno diventa erede dell’altro. Se poi, oltre a tuo marito, dovessi avere anche dei parenti stretti (figli, genitori, fratelli) anche loro erediterebbero la tua casa insieme a lui, ma a lui spetterebbe il diritto di abitarla e nessuno potrebbe mandarlo via.
Avvocato Personale valuterebbe quali e quanti sarebbero i tuoi eredi, e potrebbe consigliarti di fare un testamento ad hoc per tutelare maggiormente tuo marito.
Non vuoi unirti, ma ci tieni che il tuo compagno? Anche in questo caso Avvocato Personale ti consiglierebbe di fare testamento disponendo in suo favore della cosiddetta quota disponibile.

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