FAQ: Figli2018-12-14T11:54:18+02:00

FAQ: Figli

Ecco le domande che ci fate più spesso

Vediamo quali sono le risposte alle domande più ricorrenti:

Coppie che si separano e mantenimento dei loro figli: come funziona?2019-02-17T20:15:31+02:00

Indipendentemente dal fatto che restino insieme o che la coppia si sciolga, entrambi i genitori hanno sempre l’obbligo di mantenere, crescere ed educare i propri figli. Per cui, quando uno dei due va a vivere altrove, e quindi non provvede più a loro direttamente, comprando tutto ciò di cui hanno bisogno o accudendoli e rispondendo alle loro necessità personalmente), è necessario che contribuisca al loro mantenimento in modo indiretto, e cioè versando al genitore che è rimasto a vivere con loro una somma mensile. L’importo di questa somma dipende dai tempi di permanenza dei figli con ciascuno dei genitori, dalle loro necessità (è chiaro che un bambino di pochi anni richiede meno spese di un adolescente) e dalla disponibilità economica dei genitori.

Posso presentare il mio nuovo partner a mio figlio?2019-02-17T20:08:32+02:00

E’ legittimo che una persona divorziata o separata possa convivere con il suo nuovo compagno, così come è legittimo che lo presenti ai propri figli. L’altro genitore potrà eventualmente opporsi solo qualora ciò comporti un comprovato pregiudizio per il minore. La cosa può però avere riflessi sull’assegnazione della casa familiare e sull’assegno di mantenimento.

In quali casi viene disposto l’affido esclusivo ad uno solo dei genitori?2019-02-17T20:12:23+02:00

Si tratta di casi eccezionali, ad esempio:
– quando il figlio mostra una forte e persistente avversione all’altro genitore e rifiuti anche solo di incontrarlo;
– quando uno dei genitori ha usato violenza nei confronti dell’altro alla presenza dei figli;
– quando uno dei genitori disattende sistematicamente le modalità di visita stabilite dal Tribunale al fine di creare distacco tra l’altro genitore e il figlio, dimostrando così di non essere in grado di tutelare il suo diritto ad avere un significativo ed equilibrato rapporto con entrambi i genitori (il così detto diritto alla bigenitorialità)

Che differenze ci sono tra affido condiviso ed esclusivo?2019-02-17T20:12:35+02:00

Quando due genitori che si lasciano si rivolgono al Tribunale (anche) per regolamentare il cosiddetto affido dei propri figli, di regola viene disposto l’affido condiviso. Ciò significa che nonostante i figli generalmente restino in via prevalente con uno genitore e frequentino l’altro per tempi delimitati, le decisioni che li riguardano comunque continuano ad essere concordate da entrambi i genitori.
Solo in casi eccezionali, invece, viene disposto l’affidamento esclusivo dei figli ad uno solo dei genitori. Ciò non comporta automaticamente che uno dei due non possa più vederli, ma che la responsabilità genitoriale viene concentrata nel solo genitore collocatario, così che l’altro ha diritto di essere coinvolto solo nelle decisioni di maggior interesse per il figlio.

Con chi restano i figli quando i genitori si lasciano?2019-02-17T20:17:09+02:00

I figli generalmente restano nella casa familiare con il genitore i cui impegni lavorativi e personali sono meglio conciliabili con le loro esigenze (per lo più la madre). In tal caso l’altro genitore potrà vederli e tenerli con se’ per dei tempi determinati che variano a seconda delle circostanze specifiche dei singoli casi.
Questa però non è l’unica soluzione, si può infatti chiedere anche l’affidamento alternato per cui il bambino alloggia una settimana con il papà ed una settimana con la mamma, alternandosi nelle loro case.

Il mio ex ha chiesto l’affido congiunto ma non fa nulla per il bambino2018-12-17T09:58:11+02:00

L’affidamento congiunto o condiviso è la regola in tutti i procedimenti di separazione/divorzio o regolamentazione dei rapporti tra genitori non sposati. Viene quindi concesso a chiunque lo chieda, e negato solamente in casi molto rari, quando potrebbe essere di gravissimo pregiudizio per il figlio essere affidato ad entrambi i genitori. C’è anche un altro caso in cui sempre più i nostri Giudici tolgono l’affidamento ad un genitore e lo danno solo all’altro, è cioè quando dimostra sostanziale disinteresse per le esigenze di cura, di istruzione e di educazione del figlio. Nel tuo caso, quindi, il tuo ex dovrebbe essere invitato bonariamente da un legale a prendersi cura di vostro figlio, ma se una semplice lettera non dovesse avere alcun effetto, occorrerà rivolgersi al Tribunale per ottenere l’affidamento in via esclusiva. Magari, prima di fare una richiesta così importante, si può chiedere che il Tribunale ammonisca il tuo ex a prendersi cura del figlio, od anche che lo condanni a risarcire il danno che con il suo disinteresse sta causando a te e a vostro figlio.

Cosa cambia se i genitori non sono sposati ma erano solo conviventi?2019-02-17T20:14:40+02:00

Ai fini della regolamentazione delle modalità di affidamento e della determinazione del contributo al mantenimento dei figli, che i genitori fossero sposati o solo conviventi, non cambia assolutamente nulla. Tutti i figli, infatti, hanno gli stessi diritti nei confronti dei propri genitori, sia che siano legittimi sia che siano naturali. Pertanto, se tra genitori che erano conviventi non c’è accordo riguardo ai figli, ciascuno di loro, esattamente come farebbe chi intende separarsi o divorziare, può rivolgersi al Tribunale.

Nessuno mi tiene il bambino e non posso andare a lavorare2018-12-17T09:59:07+02:00

Non deve essere solo un problema tuo, ma anche dell’altro genitore, che evidentemente, se poni questa domanda, non ti sta venendo incontro in nessun modo. Due sono le cose: o l’altro genitore ti mette nella condizione di poter andare a lavorare perché tiene lui vostro figlio o si organizza perché lo tenga qualcuno di sua fiducia (i nonni, gli zii, una baby sitter, il nido se è molto piccolo), oppure ti aiuta economicamente perché sia tu a pagare una baby sitter o il nido, anche con un aumento del contributo al mantenimento che magari sta già pagando. Le strade da intraprendere per far valere questi tuoi diritti e costringere l’altro genitore sono diverse a seconda della tua situazione con l’altro genitore, sposati, separati di fatto, separati o divorziati, non sposati e comunque divisi.

Sono da sola a prendermi cura di nostro figlio, lui non vuole riconoscere il bambino2018-12-17T10:00:47+02:00

Il padre deve prendersi le sue responsabilità tra cui quella di contribuire a mantenere vostro figlio. Se non vuole riconoscerlo spontaneamente, il Tribunale lo farà al posto suo, all’esito di un procedimento che dovrai incardinare per ottenere il riconoscimento giudiziale della paternità, nel quale il padre verrà invitato a fare il test del d.n.a. Se rifiuterà anche di sottoporsi al test, che altro non è che un prelievo del sangue, il suo rifiuto potrebbe costargli comunque il riconoscimento della paternità, quindi gli converrà farlo spontaneamente. Una volta che il Tribunale lo avrà riconosciuto ufficialmente padre di vostro figlio, non potrà più sottrarsi ai propri doveri non solo per il futuro, ma anche per ciò che non ha dato a vostro figlio sin dalla nascita.

Chiedi un incontro, rinviare a domani non è la soluzione