Quando due genitori si separano generalmente quello che lascia la casa familiare provvede al mantenimento dei figli con il versamento periodico di una somma.
Tuttavia, questa non è l’unica soluzione possibile. La legge ammette una modalità alternativa di adempimento.
Nell’ambito degli accordi di separazione o di divorzio, si può stabilire che il mantenimento sia pagato, in tutto o in parte, mediante il trasferimento di un bene.
Il trasferimenti inoltre può essere a favore del figlio oppure dell’altro genitore.
La Cassazione ha infatti affermato che l’obbligo di mantenimento può essere adempiuto con il trasferimento della proprietà di beni mobili o immobili. Non si tratta di una donazione, ma di una pattuizione con funzione di pagamento.
In pratica le possibilità sono due:
1. La via classica
Il genitore obbligato versa una somma di denaro ogni mese.
2. La via alternativa
Il genitore adempie mediante il trasferimento della proprietà di un bene, ad esempio una casa.
Gli accordi possono sia stabilire il trasferimento immediato del bene sia prevedere un impegno del tipo:
“Mi obbligo a trasferire questo immobile entro un certo termine”.
Si distinguono dunque due ipotesi:
1. il trasferimento immediato
se l’accordo contiene una clausola direttamente traslativa, il verbale d’udienza che è un atto pubblico ha gli stessi effetti di un atto notarile (purché sia completo di tutti i dati del caso, compresi quelli catastali).
2. l’impegno a trasferire
l’accordo non trasferisce subito il bene, ma contiene un impegno a trasferire in futuro.
In questo caso se il genitore che si era obbligato cambia idea e rifiuta di stipulare l’atto, l’altra parte può rivolgersi al Giudice. Questo, in base all’art. 2932 c.c. emette una sentenza che ha gli stessi effetti dell’atto notarile.
In termini semplici al posto del contratto o dell’atto notarile che una parte si rifiuta di sottoscrivere, interviene una sentenza che trasferisce il bene (Tribunale Avellino, sentenza 26 maggio 2025 n. 824).

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