Separazione e divorzio costringono i coniugi a riorganizzare sia la vita privata che la rispettiva situazione economica.

Infatti, da che vivevano sotto lo stesso tetto sostenendo insieme le relative spese, con la separazione uno dei due deve evidentemente trovare un’altra casa. Con evidenti ripercussioni sulla situazione economica propria e, di riflesso, su quella dei figli e dell’altro coniuge.

In tale situazione può accadere che i coniugi decidano di:

  • intestare la casa di proprietà di entrambi o di un solo genitore ai figli

  • trasferire la ex casa familiare di cui sono comproprietari ad uno di loro, che quindi ne diventa esclusivo proprietario

  • trasferire la ex casa familiare di proprietà di uno dei due all’altro

Ebbene, questi trasferimenti non sono motivati dall’intento di concludere degli “affari”. Sono invece operazioni rese necessario dall’esigenza della famiglie di trovare un nuovo equilibrio, anche economico e patrimoniale, a seguito della separazione.

Per tale ragione l’articolo 19 della legge 87/1974, che prevede “tutti gli atti, i documenti e i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio e di cessazione degli effetti civili del matrimonio(…) sono esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa” si estende alle cessioni immobiliari che avvengono tra gli ex in adempimento di accordi omologati dal tribunale in sede di regolamento dei rapporti patrimoniali di separazione consensuale tra i coniugi.

In altri termini, se il trasferimento immobiliare è tra coniugi o tra coniugi e figli, godrà di un regime fiscale agevolato (e le parti pagheranno solo gli onorari del notaio), a patto che:

  • il trasferimento immobiliare in parola sia stato espressamente previsto negli accordi di separazione o divorzio sottoposti al Giudice
  • tali accordi giudiziari siano menzionati nell’atto notarile di trasferimento

Affronto spesso questa situazione, se pensi che una valutazione di quest’ordine possa fare al caso tuo contattami anche da remoto