Se i genitori non riescono a trovare fra loro un accordo è inevitabile che a stabilire i tempi di permanenza dei loro figli con uno o con l’altra sia il Tribunale.

Sappiamo che le decisioni del giudice della separazione o del divorzio in merito ai figli sostanzialmente riguardano:

  • contributo al mantenimento e riparto spese straordinarie
  • tempi e modalità di permanenza dei figli con mamma e papà

e sono riversate in un provvedimento – sentenza o decreto, a seconda dei casi – che le parti sono obbligate a rispettare come si deve rispettare una legge.

Ebbene, cosa succede nel caso un genitore decida unilateralmente di non rispettare quanto stabilito dal giudice?

Nel caso di inadempimento degli obblighi di carattere economico, l’altro genitore potrà – indipendentemente dalla volontà del trasgressore – ottenere comunque  il pagamento di quanto dovuto attivando un pignoramento;

nel caso di inadempimento delle regole che disciplinano le modalità di affidamento del bambino, invece, la questione è più complicata. Infatti non è possibile ricorrere all’Ufficiale Giudiziario affinché intimi al genitore che non rispetta il diritto di visita dell’altro di consegnargli il bambino. Dunque, per indurre il genitore “prepotente” che non rispetta il diritto del minore alla bigenitorialità, non resta che:

  • tornare dal giudice civile per chiedere l’ammonimento del genitore inadempiente e, se ricorrono i presupposti,
  • chiedere che sia disposto l’affido esclusivo del minore al genitore che è in grado di gestire il conflitto senza coinvolgere il minore e senza frapporsi fra questo e l’altro genitore
  • chiedere al giudice penale di condannare il genitore inadempiente per mancata esecuzione del provvedimento del giudice civile.

Come sopra accennato, infatti, i provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria vanno rispettati dai soggetti nei confronti dei quali sono stati emessi che, diversamente, commettono un reato:

mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice, punito dall’art. 388 del codice penale con la multa o con la reclusione, a seconda della gravità dei fatti

Con sentenza n. 1564 del 14.01.2021, difatti, la Cassazione ha recentemente confermato la condanna di una madre che ripetutamente:

  • non si faceva trovare a casa nei giorni previsti per le visite del padre
  • rimandava gli appuntamenti dei bambini col padre ai giorni successivi e poi disattendeva le promesse
  • non dava prova degli asseriti impegni personali che a suo dire le avrebbero impedito il rispetto del calendario stabilito dal giudice della separazione

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