Quando la relazione fra coppie miste entra in crisi può accadere che il genitore straniero voglia tornare nel proprio paese di origine portando con sé i figli.  Sempre più spesso purtroppo, accade che lo faccia anche senza l’assenso dell’altro genitore, letteralmente fuggendo via e facendo perdere le proprie tracce. Sono infatti oltre 1.800 all’anno i casi denunciati solo nell’Unione Europea. In questi casi gli strumenti legali a tutela del figlio conteso sono, principalmente:

  • la normativa europea
  • le convenzioni internazionali

La normativa interna di ciascuno Stato, invece, non è di aiuto. E’ evidente, infatti, che il potere dell’autorità giudiziaria di uno Stato si esaurisce all’interno dei confini di questo, a meno che ai rapporti tra questo e il Paese in cui il minore è illecitamente trattenuto non siano applicabili delle norme transnazionali.

I principali strumenti normativi internazionali che regolamentano la materia sono:

  • il Regolamento CE n. 2201/2003
  • la Convenzione Aja 1980 sulla sottrazione internazionale di minori
  • la convenzione Lussemburgo 1980 sul riconoscimento delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell’affidamento
  • la Convenzione Aja 1996 sulla cooperazione in materia di responsabilità genitoriale e di misure di protezione minori

Quali siano, fra questi, gli strumenti normativi concretamente utilizzabili nello specifico caso dipende da:

  • qual è il paese da cui il minore è stato sottratto
  • qual è il paese in cui il minore sottratto è trattenuto
  • quali strumenti normativi transnazionali i due paesi coinvolti hanno sottoscritto

le Convenzioni internazionali, infatti, trovano applicazione solo nei rapporti fra stati che le hanno entrambi sottoscritte

Ad esempio nei rapporti tra Italia ed U.S.A. la Convenzione Aja 1996 non si applica perchè questa è stata sottoscritta solo dall’Italia e non dagli U.S.A., si applica invece la Convenzione Aja 1980 perché sottoscritta, seppur in tempi diversi, da entrambi gli Stati. Inoltre:

il Regolamento n. 2201/2003 è applicabile solo se il minore sottratto è stato condotto in un altro dei paesi dell’Unione

Pertanto, nei frequenti casi in cui i minori sono stati condotti fuori dall’Unione, la normativa europea non può venire in soccorso al genitore cui è stato sottratto il figlio.

Lo ha recentemente confermato la Corte di Giustizia dell’Unione Europea con sentenza del 24 marzo 2021 nella causa C- 603/20 stabilendo: “Se un minore risiede in uno Stato terzo, sia pure a seguito di illecita sottrazione, la competenza giurisdizionale per un’azione di responsabilità genitoriale è stabilita dal diritto nazionale di quello Stato o dalle convenzioni internazionali”.

Le sottrazioni di minori verso uno Stato terzo rispetto all’Unione Europea, dunque, devono essere disciplinate dalle norme internazionali specificatamente dedicate: principalmente la Convenzione Aja 1996 e la Convenzione Aja 1980.

Ciò comporta che nel caso di sottrazioni in uno stato che non fa parte dell’Unione Europea e che non ha sottoscritto convenzioni internazionali:

  • il rientro del minore va chiesto al Giudice dello Stato in cui è stato condotto (sempre che sia possibile rintracciarlo senza l’aiuto ad esempio delle autorità centrali per l’attuazione della Convenzione Aja 1980);
  • la legge applicata alla domanda di rientro sarà solo quello locale, con evidente grave difficoltà difensive per il richiedente.

Ciò suggerisce che la prudenza sia massima quando si teme che la sottrazione possa avvenire in uno stato del Medio Oriente o del Sudamerica. In tali casi sarà determinante “giocare di anticipo” chiedendo il divieto di espatrio del minore.

Se sei in contrasto con il padre o la madre dei tuoi figli, e temi che possa trattenerli all’estero, contattami per una consulenza, anche da remoto